Le origini della stampa tipografica

La stampa tipografica a caratteri mobili in Europa ha avuto origine nel XV secolo grazie alle innovazioni di Johannes Gutenberg orafo, inventore e tipografo tedesco (Magonza 1394-1399 circa - Magonza 1468). Gutenberg utilizzò degli inchiostri a base oleosa più duraturi rispetto agli inchiostri precedenti a base acquosa inoltre, per i caratteri mobili, utilizzò una nuova lega a base di piombo, stagno e antimonio molto più resistente al tempo e precisa nei dettagli. Da un torchio per l’uva trasse l’ispirazione per la pressa da stampa una rivoluzione nella produzione e diffusione dei libri. Dal 1450 si dedicò a stampare il libro più diffuso dell’epoca “La Bibbia” e riuscì a pubblicarne una versione tra il 1454 e il 1455 con grande diffusione.

In breve i “mastri tipografi” che appresero le tecniche di Gutenberg aprirono le proprie botteghe dove sceglievano i manoscritti li stampavano e distribuivano selezionandoli a proprio gusto.

Molteplici furono le innovazioni nei secoli successivi fino a giungere ai giorni nostri. Attualmente i metodi di stampa più utilizzati per libri e giornali sono stampa offset, rotocalcografica, flexografica.

Altri metodi sono serigrafia e stampa digitale che utilizza stampanti a toner, getto d’inchiostro, laser o elettrostatica. Sinteticamente per la stampa precedentemente tipografica si utilizza il termine stampa offset o stampa digitale. Il metodo tipografico, a caratteri mobili, è ormai quasi totalmente scomparso.

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